Basterebbero queste splendide parole del cantautore Nicolò Fabi per sintetizzare quanto il perfezionismo ci allontani dal raggiungere i nostri obiettivi, dal completare i nostri progetti e – non ultimo – dal vivere una vita piena e soddisfacente.
Attenzione, con perfezionismo non intendo la ricerca della qualità, l’impegno nel creare un eccellente prodotto o servizio per i nostri clienti, il voler raggiungere un obiettivo anche sfidante. Perfezionismo è mettere un’asticella talmente alta da non essere mai raggiungibile, è trovare sempre l’imperfezione – anche minuscola – e soprattutto è l’incapacità di accettare qualsiasi imperfezione.
Nel coaching spesso si utilizza la distinzione tra esigenza ed eccellenza. L’esigenza è, appunto, la ricerca della perfezione (per sua definizione non raggiungibile), è il non essere mai soddisfatti dei risultati raggiunti, è l’evidenziare sempre e solo quello che manca, è il percepire ogni errore come un fallimento definitivo. La persona esigente si trova spesso racchiusa in una gabbia d’insoddisfazione e di frustrazione, per il mancato raggiungimento di un obiettivo idealizzato ma non concretizzabile.
L’eccellenza, invece, è la scelta di chi fa le cose nel miglior modo possibile – utilizzando le risorse che ha a disposizione – ed è in grado di guardare con soddisfazione ai risultati raggiunti e di riconoscere che gli errori fanno parte dell’agire e sono un’opportunità di apprendimento. L’eccellenza non ci fa “sedere sugli allori”, ci spinge a crescere e migliorarci, ad accogliere i feedback dall’esterno, ma senza toglierci il gusto dei risultati ottenuti e delle sfide che ancora ci attendono. L’eccellenza ci apre alla flessibilità e al feedback, senza cristallizzarci in una pericolosa auto-referenzialità.
Flessibilità e feedback sono due degli ingredienti che più ci aiutano nel centrare i nostri obiettivi e nel realizzare i nostri progetti.
Non a caso le ultime metodologie di sviluppo prodotto parlano di MVP (Minimum Value Product): prodotto minimo vendibile, cioè il prodotto o servizio con le caratteristiche minime per essere messo sul mercato. Come mai questo? Perché in questo modo si raccoglie subito il feedback dei clienti e si può aggiustare il tiro, migliorare il prodotto, studiare gli optional che veramente interessano all’acquirente. In un mondo veloce, aspettare il prodotto o servizio perfetto vuol dire spesso arrivare troppo tardi …quando qualcun altro ha riempito il vuoto di offerta, casomai con un prodotto non bello come il nostro ma che piace al cliente e che è disponibile subito! “Bucare” il lancio di un prodotto o servizio, arrivare fuori tempo massimo per un progetto, vuol dire avere buttato mesi o anni di investimenti, sforzi, sudore e fatica. Tutto sacrificato sull’altare della perfezione… Ripeto spesso uno dei motti del pensiero Lean “meglio grezzo e subito che perfetto e mai”, che in realtà si applica bene anche ad altri contesti della nostra vita.
Non avremo il team perfetto, non avremo le condizioni perfette in cui poter lavorare perfette, non avremo i clienti e i fornitori perfetti, ma questo è quello che abbiamo e da questo possiamo trarne il meglio.
Last bus not least, il perfezionismo mette in forte crisi le relazioni, perché viene a mancare l’accettazione dell’altro con i suoi difetti e viene a mancare anche l’accettazione di se stessi; non si “perdonano” gli errori e non si apprende da questi. Il perfezionismo ci blocca, sia nella vita privata che in quella professionale: è un mindset che non porta a crescita a sviluppo ma a chiusura e rigidità.
Considerando il periodo estivo, ci tengo a precisare che il perfezionismo è anche il modo migliore per rovinarci le tanto sudate e meritate ferie. Non saremo perfetti in vacanza (no, probabilmente non faremo attività fisica tutti i giorni, non giocheremo sempre serenamente con i nostri figli, non leggeremo quella pila di libri sul comodino, non smaltiremo i chili in più…), non lo saranno i nostri cari, non lo saranno i vicini di ombrellone o di tenda nel campeggio in montagna. Ma se sapremo rinunciare a pretese di perfezionismo, potremo costruire momenti di relax per noi e per i nostri cari, per ricaricare le pile, come esseri umani meravigliosamente imperfetti, ricordandoci queste parole di antica saggezza:
“Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono”. (Aristotele)
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