Orrore! Che messaggio è mai questo? Dopo secoli di “trova la tua strada”, “traccia il tuo cammino”, “no conformismo”, “individualità” che cosa vorrà mai dire “camminare sulle orme degli altri?”

Semplicemente è una lezione che ho appreso camminando sulle dune nel deserto.

Camminare sulla sabbia è faticoso, salire sulle dune di più. Il saggio consiglio in quel momento è stato “quando puoi, cammina sulle orme degli altri, si fa meno fatica”.

Vero, e te ne accorgi soprattutto quando il fiato si fa corto e la stanchezza inizia a farsi sentire. Utilizzare le orme degli altri ti consente di risparmiare un po’ di energie e di goderti la bellezza infinita del paesaggio circostante. Due vantaggi non da poco.

È sempre fattibile? No. Perché a volte le orme degli altri sono troppo piccole, troppo diverse dalla pianta del tuo piede, o vanno in una direzione che è molto distante dalla tua, o perché, in altri casi, sei tu che fai il capo-fila. Allora per una parte del cammino sei comunque obbligato a fare da solo il tuo percorso e a lasciare la tua impronta, unica.

Ma perché farlo sempre? “Siamo nani seduti sulle spalle dei giganti” disse Isaac Newton riprendendo una frase di Bernard de Chartres.

Abbiamo maestri, compagni di viaggio che ci aiutano, persone che sono un pezzettino avanti a noi nella strada della vita.

Chiedere aiuto. Vero segnale di forza e coraggio, in una cultura che, ancora,  addita come debolezza la capacità di chiedere supporto. “Voglio farcela da solo” grandissima e pericolosissima convinzione, se porta a escludere le possibilità di aiuto, di ricorrere a risorse esterne. Con un pizzico di presunzione di troppo perché, che ci piaccia o meno, se siamo dove siamo oggi lo dobbiamo anche ad altre persone.

Non ci sarà sempre un’orma che ci faciliterà il passaggio, qualche pezzo di strada lo faremo da soli, proprio per percorrere il nostro unico percorso.

Ma quando ci sono, perché non condividere un pezzo di viaggio con compagni che ci accompagnano e ci sostengono? Lo sappiamo benissimo che in un team che funziona si dividono le fatiche e si moltiplicano le gioie.

Individualismo e unicità sono due parole molto diverse. Siamo unici, non siamo soli. Le divisioni tra noi e gli altri sono illusorie, siamo parte di sistemi, siamo parte del tutto.

Non dimentichiamo che poi, forse, le nostre orme possono essere utili a qualcun altro e la nostra fatica allevierà per qualche attimo quella di un’altra persona, in una danza di doni reciproci.

Che orme vogliamo lasciare agli altri?

Lascio a ciascuno la propria riflessione mentre invito tutti a ringraziare chi, per un pezzo del nostro cammino, ci ha prestato con generosità le sue orme.